Parole brutte e altre sconcezze
La lingua italiana è un universo pressoché infinito, come infinite sono le sue sfaccettature. Studiare il latino che diventa italiano è qualcosa di squisitamente darwiniano. La lingua è una bestia che si evolve. Le parole deboli restano indietro e soccombono. Quelle più adatte al contesto sopravvivono e si riproducono allegramente come dei fagiani a primavera. Qui tratteremo del fatto che esistono parole sgradevoli. Soprattutto quelle che si usano in contesti istituzionali. La burocrazia contraddice i dettami del darwinismo linguistico e riesce con ostinazione a mantenere in vita parole estremamente fastidiose. Un esempio: “attenzionare”. Madre mia. Nel perseguimento degli obiettivi strategici condivisi, si rende necessario attenzionare con la massima priorità le criticità emerse nel perimetro operativo di riferimento, al fine di ottimizzare i processi e garantire un efficace allineamento delle risorse coinvolte. Ci sono delle parole che vanno di moda adesso. So che la tentazione di us...