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Il paté di fegatini e altre storie dell’orrore

Scrivere un quarto d’ora abbondante, tutti i giorni, fa bene alle articolazioni delle dita. Anche in mancanza di ispirazione. Da quando G. mi ha dato questo consiglio, io scrivo tutti i giorni un quarto d’ora abbondante. Oggi parlo della Coop. Ero alla Coop. Perché in questo paesino fuori dalla grazia di Dio dove vivo c’è solo la Coop. Ho fatto anche la tessera della Coop. Sono arrivato da poco in Val d’Arda ma tutti sanno che sono il nuovo professore di lettere, sanno dove vivo, da dove vengo, chi è il mio medico curante, la mia pizzeria preferita e la mia pizza preferita, che sarebbe la quattro formaggi più il quinto formaggio, il Brie, con aggiunta di wurstel e funghi freschi. In questo borgo ai margini della civiltà paesino tutti sono parenti di tutti e hanno il controllo completo e totalizzante di ciò che succede entro i confini del Comune. Tipo i Quartieri Spagnoli di Napoli o la Stasi. Insomma, ero alla Coop e giravo tra gli scaffali. Cercavo, nella fattispecie, un barattolo d...