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Visualizzazione dei post da gennaio, 2026

Il lavaggio del cervello

«Buongiorno, vorrei fare il lavaggio del cervello.» «Prego, si accomodi.» Il dottore accosta la sedia. «Mi dica.» «Guardi, non saprei, è la prima volta.» «Ha un’idea almeno?» «No. Può consigliarmi qualcosa lei?» Il dottore si alza, prende un volume dallo scaffale e torna a sedersi. Lo apre. «Estrema destra? Estrema sinistra?» «No dottore, no, guardi, mi intendo poco di politica.» «Facciamo un fanatismo religioso?» «Tipo?» «Una setta. Isolamento sociale, millenarismo, abiti di canapa, suicidi di massa. Così.» «Non sono una persona molto spirituale.» «Nazionalismo?» «Però è sempre politica.» «Giusto. Protezionismo? Proibizionismo?» «Un po’ datati.» Il dottore fa un respiro profondo. «Certo che lei è esigente.» «Ma… se facessimo... Un bel complotto? Cosa ne pensa?» «Certo. Complottismo. Si può fare.» Sfoglia il volume. «Allora, vediamo un po’. Le elenco alcuni dei nostri servizi.» «Grazie.» «Area 51, alieni nascosti dai governi, governi nascosti dagli alieni, scie chimiche, cloni di leade...

La famosa challenge del mirtillo

C’è questa challenge che spopola su TikTok, però devo premettere una cosa. Non sono molto a favore delle challenge perché spesso sono pericolose. Si sente dire. Chiusa parentesi. Comunque, chi l’ha provata afferma che sia quasi infattibile. Parliamo del due per cento delle persone che ci riescono, con un quoziente intellettivo superiore a centotrenta. Ma voglio mettermi alla prova, visto che la sfida riguarda la scrittura. Veniamo alla challenge: riuscire a scrivere un testo di almeno venti righe senza mai menzionare la parola “mirtillo”. Tentativo numero uno. La tomba di Tutankhamon. Anche se può sembrare scontato, premetto che la mia strategia è di scegliere argomenti il più possibile lontani dal concetto di mirtillo, tipo la tomba di Tutankhamon. Ok. Ricomincio. Tentativo numero due. Il cementificio. Sulla strada che porta alla scuola dove insegno c’è un cementificio. Si può anche visitare. Ci passo davanti tutti i giorni da quattro mesi, così ieri ho deciso di fermarmi. Proprio dav...

Le barzellette di Giacomo Leopardi

Perché pensiamo a Giacomo Leopardi come a un personaggio deprimente, pessimista e malinconico? Giacomo era simpatico. Sì. E parecchio. Ha scritto anche delle barzellette. Le troviamo in una sezione inedita dello “Zibaldone”. Dagli appunti manoscritti si evince come sia stato proprio il poeta recanatese a delineare e a caratterizzare il personaggio di Pierino, reso poi celebre da Alvaro Vitali e dal filone della commedia sexy all’italiana. Di seguito vi proponiamo le tre più divertenti.

Oroscopo di fine gennaio

Rubrica di astrologia. Sottorubrica: oroscopo degli astrologi. Questo mese di aprile si apre all’insegna delle imprecisioni. In quanto astrologi, siete una categoria particolarmente in crisi perché Saturno è dominante, Marte è in opposizione con Plutone. Pertanto non fidatevi dei vostri oroscopi e decidete in autonomia. Non è il momento propizio per cambiare delle cose nella vostra vita. Forse vi contatterà vostra zia perché ha dei problemi con una pianta, ma voi potrete ignorarla perché sarete in Messico fino ai primi di giugno, nonostante l’oroscopo vi abbia suggerito di non cambiare vita. «In che senso in Messico?» «A San Pedro.» «Ma ho l’orchidea che perde le foglie! Diventano marroncine poi si staccano.» «Non ti posso aiutare, zia. Comunque è il marciume radicale, ci dai troppa acqua. Prova a guardare nel sottovaso se c’è del ristagno. Sicuro ci dai troppa acqua.» Lei va a controllare. Infatti ristagna. «Sì, infatti ristagna.» «È un classico.» «Allora grazie.» «Tu stai bene?» «No....

Lettera a una professoressa

Cara professoressa, ti ho amata fino a ieri. Ti ho amata fin dal primo collegio docenti, tenutosi in data quattro settembre dell’anno testé passato. Lo ricordo bene. Varcavo la soglia dell’aula magna alle ore diciassette e ventotto con la mia borsa a tracolla, ti ho vista, eri seduta in fondo fra le colleghe di lingue straniere. E ti ho amata. Perdutamente. Fin dai primissimi punti all’ordine del giorno. L’ho raccontato agli amici del paese, poiché mi avevano domandato: «Narraci dunque del tuo novello officio di professore in terra straniera. Vi son leggiadre e mirabili fanciulle fra codeste maestre emiliane?». [N.D.R. Non sono testuali parole, ci tengo a mantenere un minimo di decoro in questo blog.] «Orbene sì» ho risposto, «ve n’è alcuna avvenente, ma una donzella è graziosa e soave sopra tutte le altre.» [N.D.R. Queste sono testuali parole, io mi esprimo così anche nella vita reale.] E così, cara professoressa, ho cantato le tue lodi, ho raccontato dei tuoi capelli color dell’oro, ...