Onora il padre e la MAD

I docenti precari non credono in dio. O meglio. Il dio dei supplenti non è cattolico, non è protestante, non è Buddha, Vishnu, Odino, Osiride. Ma allora, direte, credono in qualcosa? Certo. Eccome. I docenti precari seguono tutti la stessa religione. Sono devoti praticanti. Pii ed osservanti. Zelanti come i monaci benedettini. Credono in un essere supremo, l’ente originario, eterno, onnipotente, inappellabile e ineluttabile, creatore e ordinatore del loro destino: l’algoritmo delle graduatorie.

Neanche Giove, il re degli dei, può evitare ciò che è sancito dall’algoritmo delle graduatorie. L’algoritmo fila il filo della vita. Misura e taglia. Taglia e misura. Se l’algoritmo decide che dal primo settembre vai in quel paese, in quella scuola, tu ci vai. E stai zitto. E ci resti fino al trenta giugno, o al trentuno agosto, se ti dice bene.

Se ti manda di qua t’innamori della prof. di musica e metti su famiglia. Se ti manda di là sarai solo come un cane. Per sempre. E stai zitto. Sliding doors. Perché devi stare muto. E rispettare i comandamenti della religione del precariato. Che sono i seguenti.

Primo. PTOF!
Secondo. Conosci Istanze Online come te stesso.
Terzo. Ricordati di compilare le centocinquanta preferenze.
Quarto. Scordati la carta del docente.
Quinto. Al massimo fai ricorso con un avvocato scrauso del sindacato.
Sesto. L’avvocato ti risponderà con una supercazzola.
Settimo. Evita il refresh compulsivo del sito dell’USR.
Ottavo. Non disprezzare la NASPI.
Nono. Onora il padre e la MAD.
Decimo. Ricordati di santificare le PEC.

I docenti precari sono come quei polpi che pescano a Mola di Bari e li sbattono sugli scogli e poi se li mangiano crudi. La vita precaria del precario poggia precariamente su un grande punto interrogativo fatto di attese e di tramezzini con il tonno e le uova in pausa pranzo, ma lui alla fine ci si abitua, perché è stoico, è un ingranaggio di un sistema più grande, è un missionario in missione, lui è tipo i Blues Brothers, Che Guevara, Marco Polo e Garibaldi tutti insieme.

«Dove sei quest’anno?»
«Non ne ho idea.»
«Ma siamo a metà settembre.»
«Sto aspettando il terzo turno delle GPS.»
«E ti faranno il contratto fino a quando?»
«Non ne ho idea.»
«Ma andiamo in Puglia a luglio?»
«Devo fare il percorso abilitante.»
«Ma non avevi fatto i ventiquattro crediti?»
«Sì ma li hanno aboliti.»
«E poi entri di ruolo?»
«No. Devo fare un concorso.»
«E poi entri di ruolo?»
«No. Devo fare l’anno di prova.»
«E poi entri di ruolo?»
«Sì.»
«Dove sarai?»

Al sentirsi porre questa domanda, il docente precario si fa serio. Fa un profondo respiro. Assume un’aria solenne. Guarda il suo amico negli occhi, annuendo, gli appoggia una mano sulla spalla, e gli risponde con un filo di voce.

«Questo lo sa solo l’algoritmo.»

Concludo con una conclusione. La scuola è un privilegio raro. È come l’Himalaya, come le foreste intricate del Borneo, come i ghiacci dell’Antartide. È un po’ difficile da raggiungere, ma quando ci sei arrivato ti guardi intorno e non vorresti essere in nessun altro posto.

Si sta come d'autunno
sugli alberi le foglie.

[Giuseppe Ungaretti, Supplenti, Soldati, 1918]

Con questo, per oggi, abbiamo finito.
Un caro saluto.

Commenti

  1. E l’algoritmo non ti assegna MAI quello che vorresti… passo e chiudo!😮‍💨🤍

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  2. La Preside della scuola piacentina13 settembre 2025 alle ore 13:05

    Gentile prof. di lettere (tutto minuscolo). Mi sorprende la sua temerarietà nell'affrontare certi argomenti riservati prevalentemente ad altri salotti, dove lei, come saprà, ancora non vi partecipa per ovvi motivi.
    Tuttavia il suo coraggio è di esempio per questa società moderna di smidollati abituata ad ottenere tutto e subito. Ma diventare di ruolo non è come avere Amazon Prime. Metta sempre il suo cuore davanti a tutto quello che fa e vedrà che almeno la tessera del professore potrà averla.
    Mi raccomando, lunedì si faccia bene la barba, non come l'altro giorno, o mi spaventa i genitori. Poi sul suo outfit avremo modo di parlarne meglio nel prossimo consiglio.
    Nella fremente speranza che lei possa guadagnarsi la mia stima, le auguro

    Buona settimana

    La Preside

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    Risposte
    1. La barba è impeccabile. L'outfit lo mettiamo all'ordine del giorno.

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