Poesie senza pretese

Le composizioni che seguono fanno parte di una raccolta poetica intitolata La luce in fondo al frigo.



Il mobile bar

Di fianco al portone d'ingresso,
nel salotto,
c'è un mobile bar,
di forma semicircolare,
con il rivestimento di legno,
che se non sbaglio
si chiama rattan intrecciato.

C'è un vano portabottiglie,
ma non ci sono bottiglie,
solo dei fogli,
un paio di cesoie
e un piccolo ventilatore.

È da un mese che sta lì.

Occupa spazio,
mezza parete,
tanto che il tavolino
con la televisione
resta schiacciato
in un angolo.

Andrebbe spostato
in una delle stanze da letto
ma mi serve una mano,
da solo è difficile,
rischio di rigare il pavimento,
e comunque non so se ci passa dalla porta.

Tra l'altro sono astemio.



La moca

Mi serviva una moca
perché quella che c’era in casa
era rossa a forma di cuore.

Così sono andato in ferramenta
e ho chiesto una moca.

Guarda, mi ha detto la tipa,
ho solo una moca da uno,
ma non è di marca.

Lei ha notato
che ero perplesso,
perché volevo
quella di marca.

Poi ha aggiunto:
è uguale alla moca di marca,
solo che non ha
l’omino coi baffi.

Ma funziona bene?
Ho chiesto io.

Certo che funziona,
è una moca di alluminio,
è uguale alla moca di marca
ma costa di meno
perché non ha
l’omino coi baffi.

Quanto costa?
Sette euro.

L’ho comprata
e l’ho provata.

Funziona bene.



Lo scottex

Sui rotoli assorbenti
c’è troppa scelta,
è diventato difficile
fare un acquisto ponderato.

Decorato, delicato,
profumato, trapuntato,
confezione da due maxi rotoli,
confezione da tre maxi rotoli,
all’aroma di vaniglia,
con la maniglia,
formato famiglia.

Rotoloni. Monorotoli.
Monouso. Multiuso.

Duecento strappi, tre veli,
trecento strappi, due veli.

Spesso e assorbente,
ultra-assorbente,
pratico e resistente,
in cellulosa, inodore.

L’originale salvaspazio,
durevole e sottile.

Ecologico, antibatterico,
in carta riciclata.

Biodegradabile e goffrato.

«Scusi?»
«Sì, mi dica.»
«Cosa vuol dire goffrato?»
«In che senso?»
«Sullo scottex, c’è scritto goffrato.»
«Guardi, lavoro qui da poco, chieda a un collega.»

Nella corsia dei pavesini c’è il collega.

«Scusi?»
«Mi dica.»
«Stavo guardando gli scottex.»
«Sì. Quindi?»
«Cosa vuol dire goffrato?»

Silenzio.

«Io sono dell’ortofrutta, non saprei. Se ha pazienza faccio chiamare qualcuno.»

Altoparlante: «Un addetto ai prodotti per la casa.»

«Scusi?»
«Prego.»
«Mi chiedevo cosa potesse significare goffrato.»
«Come?»
«Goffrato.»
«Goffrato?»
«Sì.»
«Mi prende in giro?»
«No.»
«Io sto lavorando. Zio pera.»
«Sì, ma sullo scott...»
«Sa a che ora mi sono svegliato?»
«È che c’è scritto su…»
«Si diverte a perculare i commessi?»
«Ma no, era per…»
«Sa quanto guadagniamo?»

Prendo dallo scaffale
una confezione pur che sia,
e vado via.

Torno a casa in fretta
e leggo l’etichetta.

C’è scritto
che la carta è profumata,
imbottita, riciclata,
resistente e delicata,
ma soprattutto
che si tratta
di una carta
goffrata.


Commenti

Post popolari in questo blog

Recensioni fuorvianti

Però mi chiamo Ernesto

Delirio letterario