Intervista a Crono

Per la rubrica “Interviste impossibili” oggi incontriamo Crono.

Secondo il racconto della mitologia greca, Crono era uno dei Titani. Armato di una falce di pietra, evirò suo padre Urano e ne prese il posto come re del mondo. Per evitare di perdere il potere, Crono divorava i suoi figli appena nati, generati con Rea, che era sia sua moglie che sua sorella. Fra le altre cose, inghiottì una pietra avvolta in fasce, convinto che fosse suo figlio Zeus.

«Buongiorno Crono, si accomodi.»
«Buongiorno a lei.»
«La posso chiamare Crono o preferisce Saturno, alla latina?»
«Va benissimo Crono, grazie.»
«Bene. Allora iniziamo. Per prima cosa, come va?»
«Non mi lamento.»
«Mi piacerebbe cominciare dalla sua infanzia.»
«Ma certo.»
«Lei ha evirato suo padre con una falce. Mi corregga se sbaglio.»
«No. Infatti. Una falce affilata, dentellata, una roncola, come direste voi. Di pietra.»
«Ok. E per questa cosa ha subito un processo?»
«Cioè?»
«Ci sono state conseguenze? È stato denunciato?»
«No, no. Erano altri tempi.»
«Capisco.»
«Quindi… ecco... poi ha sposato Rea, che era sua sorella. Giusto?»
«Precisamente.»
«E non si è preoccupato?»
«Di cosa.»
«È un reato.»
«In che senso?»
«C’è consanguineità. Un vincolo di parentela stretto.»
«Non la seguo.»
«È incesto.»
«No, no. Figuriamoci. Erano altri tempi.»

Crono sorride, nostalgico, ricordando il passato.

«E poi ci sarebbe... A un certo punto ha iniziato a mangiare i suoi figli.»
«Sì.»
«Ma c’era un motivo?»
«E certo! Che vuole che mangi i figli senza motivo?»
«Forse sono stato indelicato, mi dica.»
«Temevo di essere spodestato.»
«E non poteva ammazzarli in un modo più civile?»
«Non saprei. Un modo vale l’altro. Ci ha pure fatto un dipinto quel pittore, coso.»
«Intendo, era necessario mangiarli? Non avrebbe potuto educarli con amore?»
«Cosa?! Educarli con… ma senti un po’! No. Guardi, ho tanti pregi che non le sto a elencare, sono il dio del tempo eccetera e altre belle cose, ma non sono fatto per la famiglia. Proprio no. La routine, gli anniversari, l’asilo, la chat delle mamme, le feste di compleanno, poi quando i figli crescono arrivano le cresime, la trap e la musica coreana, il K-pop. Il glitter. Cos’è il glitter?! Oddio. I maranza. Le tute firmate! Senza contare la suocera.»
«Ma se ha sposato sua sorella.»
«E quindi?»
«Sua suocera è sua mamma.»
«Vero.»
«Posso farle un’ultima domanda?»
«Ci mancherebbe.»
«Ha inghiottito una pietra pensando che fosse suo figlio Zeus.»
«Sì.»
«Quanto pesava? Quanto era grande questa pietra?»
«È passato del tempo. Non ricordo, mi perdoni.»
«Ma come ha fatto a digerire una pietra? Come si fa?»

Crono sbuffa e scuote la testa.

«Ho detto che non ricordo. Comunque, a occhio e croce, direi Brioschi e una camminata veloce.»

Poi saluta, cortesemente, si alza e se ne va.

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