Le barzellette di Giacomo Leopardi
Perché pensiamo a Giacomo Leopardi come a un personaggio deprimente, pessimista e malinconico? Giacomo era simpatico. Sì. E parecchio. Ha scritto anche delle barzellette. Le troviamo in una sezione inedita dello “Zibaldone”. Dagli appunti manoscritti si evince come sia stato proprio il poeta recanatese a delineare e a caratterizzare il personaggio di Pierino, reso poi celebre da Alvaro Vitali e dal filone della commedia sexy all’italiana. Di seguito vi proponiamo le tre più divertenti.
Pierino e la risata.
Pierino sta ridendo con un compagno quando la maestra li rimprovera.
«Pierino, basta ridere!»
Allora Pierino chiede alla maestra:
«Maestra, perché le persone ridono?»
La maestra risponde:
«Le persone ridono perché non hanno capito quanto sia dolorosa e crudele la vita.»
Così Pierino smette di ridere. Nei giorni seguenti riflette tanto sulle parole della maestra. Poi inizia una terapia farmacologica a base di Xanax.
Pierino e le poesie.
La maestra legge una poesia triste di Francesco Petrarca che parla di lui che gira per i campi, da solo, evitando le persone. Pierino alza la mano.
«Dimmi Pierino.»
«Maestra, ma veramente Petrarca girava da solo per i campi ed evitava le persone?»
La maestra risponde:
«Sì.»
Pierino la guarda fisso, come se si aspettasse una spiegazione.
«Sai perché?»
«No maestra. Perché?»
«Perché si era innamorato di Laura e alcuni lo prendevano in giro. Le persone sono maligne, meschine e opportuniste, coltivano rancore, invidia e desiderio di ferire gli altri. Il genere umano persegue l’inevitabile distruzione di sé stesso. La vita non è altro che sofferenza. L'amore è sofferenza. Miseria e sofferenza.»
Pierino annuisce. Dopo qualche giorno ne parla con lo psichiatra, che gli prescrive anche la paroxetina.
Pierino e il senso della vita.
Pierino sta camminando lungo la strada quando vede un monaco seduto a gambe incrociate sopra a una colonna.
«Buongiorno monaco.»
Il monaco apre gli occhi. È vestito di una tunica logora e leggera.
«Buongiorno a te, viandante!»
«Posso sapere cosa fai?»
«Sto meditando.»
Pierino si gratta il mento, dubbioso.
«A cosa serve meditare?»
«Meditare serve a capire il senso della vita.»
Pierino domanda:
«E tu l’hai capito?»
«Sì.»
«E quale sarebbe?»
Il monaco ci pensa un po’ e risponde.
«La vita non ha senso. Nulla ha senso, valore o scopo, né fra gli esseri animati né fra gli esseri inanimati. La vita non promette salvezza, progresso o consolazione: la vita nega anche l’illusione come rifugio dalla disperazione. Ciò che resta è solo la consapevolezza lucida del vuoto, senza redenzione né speranza.»
Pierino ringrazia il monaco, lo saluta, si incammina per la strada e al primo precipizio si butta giù.
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