Luoghi meno comuni
Se il linguaggio fosse un paesaggio, sarebbe un paesaggio infinito di colli e di giardini rigogliosi, di città, metropoli e megalopoli, di colate di cemento e di foreste, di ghiacci e di grattacieli, di vulcani e di cascate. Sono pressoché sicuro che nessuno prima di me, dall’inizio dei tempi, dal Big Bang per intenderci, da quando l’uomo ha la facoltà di parlare, o di scrivere, dai Sumeri, abbia mai pronunciato questa frase: “sono pressoché sicuro che nessuno prima di me, dall’inizio dei tempi, dal Big Bang per intenderci, da quando l’uomo ha la facoltà di parlare, o di scrivere, dai Babilonesi, abbia mai pronunciato questa frase”.
Bene. È la cosiddetta produttività infinita del linguaggio. La stessa che Chomsky chiamava generatività. La stessa che Chomsky chiamava mortadella. Mi ha sempre affascinato e continua ad affascinarmi, perché in questo concetto risiede la carica seduttiva della parola, che è un’attrazione magnetica, della poesia, della scrittura, che è capace di generare sempre immagini nuove. Persino una lista della spesa sarà difficilmente uguale a un’altra lista della spesa.
E qui arriviamo all’argomento che mi interessa. Il lato oscuro del linguaggio. L’altra faccia della medaglia. Se è vero che i luoghi di questo paesaggio linguistico sono potenzialmente infiniti, per qualche ragione psicologica spesso preferiamo frequentare, tutti noi, i luoghi che ci sono più familiari. L’abbiamo fatto migliaia di volte, non negatelo, i più confortevoli.
Eccoli. I luoghi comuni. Le banalità. Gli stereotipi. Affascinanti anch’essi, a modo loro. Il ricorso agli stereotipi ci permette di restare nella nostra zona di comfort. Inoltre costituisce un terreno sicuro, battuto, un sentiero percorso un milione di volte da qualcun altro. Non ci sono mine. Non c’è il dirupo. Se dici che in Italia si mangia bene dappertutto non ti puoi sbagliare. È un fatto indiscutibile e assodato. Oggettivo. In una discussione sul cibo, prima o poi ci sarà qualcuno che lo tira fuori. E l’interlocutore risponderà che è vero, ma come cucina la nonna a casa non si mangia da nessuna parte.
Però. Anche fra i luoghi comuni ce ne sono di meno comuni. Penso che tutti nella vita abbiamo sentito un anziano che diceva che una volta qui era tutta campagna o che Pertini è stato il miglior presidente. Questo di Pertini è talmente vero che lo stesso Pertini se lo diceva da solo. Che non è tanto il caldo, o il freddo, è l’umidità che ti frega. E così via. Tuttavia, come dicevo, ci sono luoghi comuni più di nicchia. Più rari. Li chiameremo luoghi meno comuni. Vediamone alcuni.
I pavimenti. Partiamo dal parquet. Il parquet è bello ma è troppo delicato, poi se hai un cane non ti dico. Se metti il parquet non devi andarci in fissa. Lascia che si graffi, non succede niente. Al massimo dopo dieci anni lo fai laminare. Sui pavimenti si può affermare che quando ristrutturi casa è meglio farli subito, se no non li fai più. Se invece lasci i pavimenti che c’erano prima ma non ti piacciono, puoi sempre coprirli con un tappeto. Il marmo è da signori. I pavimenti della nonna (la stessa nonna summenzionata) erano fatti meglio di quelli moderni.
Il nuoto. Il nuoto è lo sport più completo. Fa bene a tutto. Se nuoti non ti farai mai male. Tra l’altro è rilassante. Ti fa le spalle larghe. Però c’è da dire che il cloro rovina i capelli, l’odore ti si appiccica addosso, poi la gente piscia mentre nuota. Non è uno sport di squadra. Sul fondo della vasca ci sono i moccoli. Specialmente in inverno. Tengono l’acqua fredda così risparmiano. Non c’è niente di meglio di una sauna dopo che hai fatto cento vasche.
Vasco Rossi. Lo amiamo, ma il Vasco delle prime canzoni era un’altra cosa. È finito da anni. È sempre stato un ribelle. Non sa cantare. Ma ha carisma. Piace indistintamente ai giovani e ai vecchi. O lo ami o lo odi. È un provocatore. Sarà vero ma intanto riempie gli stadi. E appartiene a quella generazione che non sa neanche cosa sia l’autotune. Albachiara è un nome bellissimo. Cosa vogliamo dire della versione di Sally di Fiorella Mannoia?
Potrei continuare a lungo perché ho una lista che da anni sto aggiornando, ma se qualche lettrice o lettore vuole darmi una mano a scovare dei nuovi luoghi comuni poco comuni può lasciare un commento. I commenti in questo blog sono anonimi. So che il blog ormai è una cosa obsoleta. Nessuno legge più gli articoli lunghi e per avere successo basta copiare quello che fanno gli altri. Se non vai virale, hai fallito! Per emergere devi pubblicare ogni giorno. Conta solo l’indicizzazione. Ok smetto.
Scrivo solo l’ultima cosa, che penso sia condivisa un po’ da tutti: Gianni Morandi non invecchia mai.
Ultimissima cosa, poi basta. Ha le mani enormi.
...ma la gente è proprio
RispondiEliminaChi ha sbagliato deve pagare.
EliminaIo non sono razzista ma
RispondiEliminaDicono che c'è la crisi ma i ristoranti sono tutti pieni...
EliminaOrmai costano di più le medicine per i cani che per le persone.
RispondiEliminaDevi solo sperare che il cane stia in salute.
RispondiEliminaÈ che i cani diventano un po' come membri della famiglia.
RispondiEliminaAlle svedesi piace l'uomo italiano.
RispondiEliminaSono d'accordo, ma voglio aggiungere che quando vado in vacanza evito gli italiani.
RispondiEliminaNoi usiamo solo il cinque percento del nostro cervello.
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