Recensioni fuorvianti

Un signore si presenta e tutti capiscono subito che si tratta di un barone. È palese. Lo capiscono appena lo vedono perché è ovvio e risulta da varie cose. Primo, come si veste. Indossa un completo sartoriale di taglio classico, colori sobri e discreti. Giacca con spalle ben definite e stemma della sua casata. Camicia con polsini doppi e gemelli d'oro. Cravatta di seta. Fazzoletto nel taschino. Bastone da passeggio e classico cappello a cilindro. Secondo, ostenta modi raffinati. Misura, calma e autocontrollo. Terzo. Si esprime con un linguaggio forbito, usa un tono di voce pacato. Attenzione per i dettagli. È un barone. La cosa è lampante.

[da Italo Calvino, Il barone lampante, 1957]



La Concettina e la Teresa sono vicine di casa e quando si prendono cura dei rispettivi giardini si trovano a chiacchierare piacevolmente del più e del meno. Amano le ortensie e le gardenie, e potano regolarmente la siepe.

«Le vuoi un po’ di carote?»
«Che carote?»
«Le ho prese stamattina al mercato, sono saporitissime.»
«Ah sì, allora volentieri, grazie. Da chi le hai prese?»
«Quella signora che ha la bancarella in fondo alla piazza.»
«Quella che ha sempre i carciofi?»
«Sì. Non mi ricordo come si chiama.»
«La Rosa.»
«No, ti confondi, non si chiama Rosa.»
«Si chiama Rosa ti dico, sono sicura.»
«Coi capelli bianchi lunghi?»
«Brava, lei.»
«Allora sì, si chiama Rosa. Confermo.»

[da Umberto Eco, Il nome della Rosa, 1980]



Ex campione di calcio e allenatore olandese, grande appassionato di viaggi. Infatti viaggia per piacere, per lavoro, per curiosità e per altri motivi. Ricordato come uno dei migliori centrocampisti della storia, stella del leggendario Milan di Arrigo Sacchi insieme a Marco Van Basten e Frank Rijkaard. Viaggia di qua e di là, per mare e per terra. Un giorno è alle Maldive con la moglie, per godersi il mare, il giorno dopo è a New York, poi in Qatar per una questione di lavoro, in Canada a trovare degli amici, a Londra per girare uno spot e a Roma per presenziare a una premiazione. Ruud Gullit non si stanca mai.

[da Jonathan Swift, I viaggi di Gullit, 1726]



Un signore naufraga su un’isola deserta e si trova ad affrontare i problemi che già conosciamo dopo aver letto Robinson Crusoe o avere visto il film Castaway o la serie Lost. Deve trovare il cibo, deve trovare l’acqua, costruirsi un riparo, gli attrezzi di base, e via dicendo. Deve difendersi dalle bestie feroci, dalle intemperie, capire come passare il tempo, cercare aiuto e comunicare con l’esterno.

Ebbene, questo signore non fa niente di tutto questo. Raggiunge la spiaggia a nuoto e come prima cosa costruisce una moschea. Ci mette dei mesi. Finita la moschea non si riposa nemmeno un giorno e inizia a costruire una nuova moschea. E così di seguito, moschea dopo moschea, finché sull’isola ci sono talmente tante moschee che non ci si passa più.

[da William Golding, Il signore delle moschee, 1954]



Don Chisciotte, con la testa piena di avventure di dame, di battaglie e di cavalieri, gira per tutta la Spagna con il suo fedele scudiero Sancio Panza, il quale pensa più che altro a soddisfare i suoi bisogni primari. Ma Don Chisciotte non è l’unico cavaliere strampalato della Spagna. Ce n’è un altro, che si fa chiamare sempre Don Chisciotte. La storia raggiunge il suo culmine quando i due Don Chisciotti si incontrano per caso in una locanda, mangiano una zuppa di fagioli, ognuno per i fatti suoi, e se ne vanno. Uno lascia la mancia, l’altro no. Da quel giorno, per distinguerli, i camerieri li ricorderanno con un soprannome particolare.

[da Miguel De Cervantes, Don Chisciotte della mancia, 1605]



Uno dei paladini dell’imperatore Carlo Magno, il più valoroso, Orlando, si innamora di Angelica, principessa del Catai. Purtroppo Angelica è innamorata di Medoro, guerriero saraceno, e lo sposa pure. Orlando inizia a fare domande ossessive sul loro matrimonio.

«C’erano le damigelle?»
«La sposa è arrivata in ritardo?»
«Com’erano vestite?»
«Catering o ristorante?»
«Aperitivo a buffet?»
«Finger food?»
«Hanno organizzato dei giochi?»
«Scherzi li hanno fatti?»
«C’era la musica dal vivo?»
«Piscina?»
«Le bomboniere?»
«Le partecipazioni?»
«I centrotavola?»
«Eh?»

[da Ludovico Ariosto, Orlando curioso, 1516]

Commenti

  1. Un thriller ambientato a Parigi, le stanze del Louvre, un festival della canzone italiana nella città di Sanremo, il trionfo del neomelodico. [Dan Brown, Il codice Sal Da Vinci, 2003]

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  2. Un uomo vaga per la città di New York deserta e postapocalittica, portandosi dietro il suo cane. Per quanto ci provi, non riesce a coniugare i verbi. [Richard Matheson, Io sono leggendo, 1954]

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  3. Il sottotenente Giovanni Drogo viene assegnato come pasticcere alla Fortezza Bastiani. Deve preparare il dolce per quando arriveranno i nemici. Passano i mesi, passano gli anni, ma questi nemici non arrivano mai. [Dino Buzzati, Il dessert dei Tartari, 1940]

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  4. Come non ricordare i miei componimenti del 1835, dedicati a tutti i dentisti. [Operette molari]

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  5. Elena e Raffaella sono due amiche napoletane che trascorrono il tempo libero giocando con un computer Commodore di prima generazione. Il computer, nonostante sia un catorcio degli anni Novanta, ha delle prestazioni incredibili. [Elena Ferrante, L'Amiga geniale, 2011]

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  6. Griet è una ragazza olandese che vive a Delft. Siamo nell'anno 1665. Trova lavoro come colf a casa del pittore Jan Vermeer il quale, appena la vede, le fa notare che indossa un orecchino veramente, ma veramente ridicolo. [Tracy Chevalier, La ragazza con l'orecchino da pirla, 1999]

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