Sei solo un cane

I cani sono i maestri silenziosi di un’arte che gli umani cercano di padroneggiare da qualche millennio senza la minima possibilità di riuscirci. Vivere nel qui e ora. I cani non hanno bisogno di manuali tascabili e di tutorial, di applicazioni di mindfulness o di guru contemporanei.

Non meditano coi vestiti bianchi di lino sotto gli alberi di fico. Semmai ci pisciano. Non si iscrivono in palestra al corso di basic training sulla respirazione autogena con lo sconto del trenta percento e l’attestato. Anzi. Vivere nel presente è l’unica opzione che hanno. Lo fanno con garbo, con dignitosa compostezza e ammirevole serietà. Nulla li tange, nulla li trattiene. Imperturbabilità. L’attimo prima è perduto, l’attimo dopo è fra mille anni, l’universo concepito nella sua interezza non è altro che una crocchetta di salmone e patate.

La vita accade adesso. È in un odore, in una puzza, in un profumo. In un tovagliolo sporco di pizza con la salsiccia. Non ci sono momenti più importanti perché per i cani è tutto più importante, tutto essenziale. La quinta di Beethoven sta sullo stesso piano con il sibilo dell’aspirapolvere o la centrifuga della lavatrice. Il lago di Como è una pozzanghera e una ciotola.

Setacciano il battiscopa, ispezionano il marciapiede, leccano il selciato, annusano le deiezioni e perfino gli ani dei loro omologhi canini. Annusano ani dandosi un contegno, perché no, quali provetti sommelier. Quest’ano di Border Collie è fruttato, ci sento una nota di prugnolo, non trovi, quest’ano di Maltese è un po’ acerbo, va lasciato decantare. Qui c’ha pisciato il Maremmano. Dopo attenta valutazione, giri e contorsioni, concludono che ci pisceranno pure loro.

Scavano una buca nel vaso per infilarci una bottiglia di plastica stropicciata, sbavano sul tappeto, dormono a pancia all’aria. Ti guardano fisso. Ma cosa vuoi? Ma perché. È una cosa imbarazzante. Per loro no.

Non conoscono vergogna perché si sono già dimenticati cosa volevano fare. Corrono in giro, si fermano e si leccano scrupolosamente i genitali. Recano in dono la cosa più preziosa del mondo: un fazzoletto sporco. Fingono di non sentire quando li chiami poi fanno un danno in casa e ti chiamano loro perché devi essere testimone di quel danno che hanno fatto e li devi sgridare.

Sei stato via più di cinque minuti, quando torni si pisciano addosso. I cani sospirano, come se avessero lavorato in miniera per quindici anni. Si mettono a dormire di traverso, esattamente dove devi passare. Guardano fuori dalla finestra con lo sguardo enigmatico di Martin Heidegger che sta riflettendo sul vuoto come dimensione dell’esistenza, e invece stanno solo puntando una mosca intrappolata sul vetro. Ma lo fanno con carisma e sintomatico mistero.

Ti aspettano per mille anni se devono. Ti ascoltano per ore, senza capire. Leccano l’aria. Sprintano e saltano sul divano. Si siedono dove stai per sederti. Li scansi. Si siedono con il muso sui tuoi piedi e tu per non spostarli ti fai venire i crampi. Scavano sul pavimento. Scavano sulla cuccia. Scavano sul letto. Mangiano la plastica, il legno, le foglie, la carta, i fili, le carote. Abbaiano ogni volta che sentono il citofono, perfino quando sei con loro a citofonare.

Ma perché? Stiamo citofonando noi. Così lo guardi, che scodinzola con la lingua di fuori, senza sospettare che stai portando al guinzaglio il Risvegliato, il Compassionevole, il Venerabile, il Testimone della Verità, il Conoscitore dei Mondi, l’Illuminato, il Guaritore dell’Anima, il Pacifico.

Scuoti la testa e pensi: ma che ne sai tu, che sei solo un cane.

Commenti

  1. ....chiudilo in garage al mattino e la sera quando lo liberi, ti fa festa. Prova a farlo con la tua ragazza

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    1. Grazie, lo tengo presente ma non so se ci proverei, se non altro per una questione di codice penale.

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  2. Se solo sapessimo scrivere ti risponderemmo a tono.

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    1. Io non so leggere ma posso soltanto dire che non mi ricordo cosa volevo dire.

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    2. Se è per questo neanche io so leggere, e comunque non mi metto a commentare. Vergognatevi.

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  3. Questo non è un blog per cani.

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