Persone sbragone

Giacché nell’articolo precedente si parlava di Walker Texas Ranger e di quanto fosse sbragone, mi pare sensato definire “sbragone”. Trattasi dell’equivalente emiliano e lombardo dell’italiano “smargiasso”, che a sua volta deriva da un termine greco che indica una persona che fa un rumore esagerato, un frastuono.

“Sbragone” indica qualcuno che si cala le brache, che si lascia andare, senza contegno. Sono tante, tantissime, le sfumature del gradasso, del fanfarone, del millantatore. Plauto ci ha fatto una commedia sopra.

Se dall’Emilia ci spostiamo in Romagna, ecco che troviamo lo “sburone” o “sborone”, colui che si comporta in modo esuberante o arrogante, che si mette in mostra. L’etimologia è tanto eloquente quanto indecorosa: da “sbora”, lo sperma maschile. Lo sborone, metaforicamente parlando, asperge gli astanti con il suo liquido seminale.

In tutti i campi ci sono gli sboroni. Per esempio, in fatto di musica, di musica blues, mi viene in mente Stevie Ray Vaughan, che suonava la chitarra sottosopra, dietro alla schiena, sulla testa, con una mano, con i denti, con le corde rotte, e mettiamoci pure Muddy Waters.

Lo sport. Prendiamo uno sport che è già tamarro di suo, così ci avvantaggiamo: il pugilato. Breve nota etimologica: tamarro, dall’arabo “tammār”, cioè venditore di datteri, contadino, rozzo. C’è l’imbarazzo della scelta. Da Tyson a Mayweather. Tyson girava con una tigre bianca del Bengala, che a un certo punto ha aggredito un tizio e gli ha strappato un braccio. Mayweather aveva sette fidanzate e ha incassato quasi un miliardo di dollari in tre incontri.

Ma il numero uno dei pugili coatti è meno conosciuto e si chiama Naseem Hamed, il numero uno dei pesi piuma, numero uno di arroganza e di sfottò. Aveva uno stile tutto suo, ballava, scherniva, stuzzicava, come una formichina insolente, uno stile spettacolare e coreografico che però funzionava di brutto. Hamed era un coatto piccolino, il che, forse, lo rendeva ancora più coatto. A Roma si dice coatto. Per chi non conosce la boxe, per chi ha più familiarità con il calcio, citerò su tutti Zlatan Ibrahimović.

Ci sarebbero altri ambiti e un vasto repertorio lessicale da esplorare, ma per oggi ci fermiamo qui. Siete invitati a scrivere nei commenti come si dice “sbragone” nel vostro dialetto, a riportare esempi e aneddoti degni di nota.

Commenti

  1. Non ho capito cosa c'entro io.

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  2. Ti va se ci incontriamo? Avrei un paio di cose da dirti. In amicizia.

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    1. Ma non vorrei disturbarti per così poco. Ci mancherebbe, Mike. Amici come prima.

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  3. Zlatan Ibrahimović8 maggio 2026 alle ore 16:54

    Nel mio dialetto si dice semplicemente Zlatan.

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