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Il segreto della felicità

Il maestro zen vive in una grotta sulla montagna e riceve le persone. Mangia poco e conduce un’esistenza in armonia con la natura e con il creato. Non giudica nessuno. Il maestro zen è illuminato. È in grado di rispondere a tutte le domande. «Maestro, qual è il segreto della felicità?» «Ce l’hai un cane?» «No.» «Prenditi un cane.» Il maestro zen fa un respiro profondo. È seduto su un masso che ha la base ricoperta di muschio e di ciuffi d’erba. Indossa un abito logoro di stoffa leggera. «Maestro, perché proprio un cane?» «I cani sono il nostro legame con il paradiso. Non conoscono il male, né la gelosia, né la sconnettezza.» «Sconnettezza?» «Sì. Non si dice sconnettezza?» «Mai sentito.» «Allora è un errore di battitura. Forse è scontentezza. O scorrettezza. Comunque. Diciamo che non conoscono sia la scontentezza sia la scorrettezza. E, se è una cosa che esiste, anche la sconnettezza. Se no quest’ultima parte non la considerare.» «È una frase tua?» «No.» «Vabbè. Quindi che devo fare? Pr...

Luoghi meno comuni

Se il linguaggio fosse un paesaggio, sarebbe un paesaggio infinito di colli e di giardini rigogliosi, di città, metropoli e megalopoli, di colate di cemento e di foreste, di ghiacci e di grattacieli, di vulcani e di cascate. Sono pressoché sicuro che nessuno prima di me, dall’inizio dei tempi, dal Big Bang per intenderci, da quando l’uomo ha la facoltà di parlare, o di scrivere, dai Sumeri, abbia mai pronunciato questa frase: “sono pressoché sicuro che nessuno prima di me, dall’inizio dei tempi, dal Big Bang per intenderci, da quando l’uomo ha la facoltà di parlare, o di scrivere, dai Babilonesi, abbia mai pronunciato questa frase”. Bene. È la cosiddetta produttività infinita del linguaggio. La stessa che Chomsky chiamava generatività. La stessa che Chomsky chiamava mortadella. Mi ha sempre affascinato e continua ad affascinarmi, perché in questo concetto risiede la carica seduttiva della parola, che è un’attrazione magnetica, della poesia, della scrittura, che è capace di generare sem...

Ernesto

Nel paese c’è un quartiere residenziale. Nel quartiere c’è una strada di villette. Circa a metà strada ci sono i cassonetti della raccolta differenziata. I residenti, quando escono per buttare l’immondizia, si incontrano lì. «Buonasera ragioniere!» «Buonasera a lei. Come va?» «Beh... diciamo… Forse non l’ha saputo.» «Oh buon Dio! Non mi dica. Cosa?» «Martedì...» «Martedì?» «Martedì è venuto a mancare un mio carissimo amico.» «Terribile. Le faccio le mie condoglianze.» «Grazie. Una tragedia, guardi.» «Ci credo.» «Un amico fraterno, ci conoscevamo fin dall’asilo.» «Santo cielo!» «No ma poi… Persona squisita. Abbiamo fatto le elementari, le medie e il liceo.» «Caspita.» «Persona onesta, di grandi valori, riservata, ma con un cuore d’oro. Sono distrutto.» «Non sapevo niente.» «Eh sì. Una perdita dolorosa. Direi incolmabile.» «Immagino.» «Mi ha fatto da testimone di nozze. Pensi che ho sposato sua sorella.» «Quanto mi dispiace!» «Siamo stati vicini di casa per quarant’anni.» «Perbacco. La v...

Il lavaggio del cervello

«Buongiorno, vorrei fare il lavaggio del cervello.» «Prego, si accomodi.» Il dottore accosta la sedia. «Mi dica.» «Guardi, non saprei, è la prima volta.» «Ha un’idea almeno?» «No. Può consigliarmi qualcosa lei?» Il dottore si alza, prende un volume dallo scaffale e torna a sedersi. Lo apre. «Estrema destra? Estrema sinistra?» «No dottore, no, guardi, mi intendo poco di politica.» «Facciamo un fanatismo religioso?» «Tipo?» «Una setta. Isolamento sociale, millenarismo, abiti di canapa, suicidi di massa. Così.» «Non sono una persona molto spirituale.» «Nazionalismo?» «Però è sempre politica.» «Giusto. Protezionismo? Proibizionismo?» «Un po’ datati.» Il dottore fa un respiro profondo. «Certo che lei è esigente.» «Ma… se facessimo... Un bel complotto? Cosa ne pensa?» «Certo. Complottismo. Si può fare.» Sfoglia il volume. «Allora, vediamo un po’. Le elenco alcuni dei nostri servizi.» «Grazie.» «Area 51, alieni nascosti dai governi, governi nascosti dagli alieni, scie chimiche, cloni di leade...

La famosa challenge del mirtillo

C’è questa challenge che spopola su TikTok, però devo premettere una cosa. Non sono molto a favore delle challenge perché spesso sono pericolose. Si sente dire. Chiusa parentesi. Comunque, chi l’ha provata afferma che sia quasi infattibile. Parliamo del due per cento delle persone che ci riescono, con un quoziente intellettivo superiore a centotrenta. Ma voglio mettermi alla prova, visto che la sfida riguarda la scrittura. Veniamo alla challenge: riuscire a scrivere un testo di almeno venti righe senza mai menzionare la parola “mirtillo”. Tentativo numero uno. La tomba di Tutankhamon. Anche se può sembrare scontato, premetto che la mia strategia è di scegliere argomenti il più possibile lontani dal concetto di mirtillo, tipo la tomba di Tutankhamon. Ok. Ricomincio. Tentativo numero due. Il cementificio. Sulla strada che porta alla scuola dove insegno c’è un cementificio. Si può anche visitare. Ci passo davanti tutti i giorni da quattro mesi, così ieri ho deciso di fermarmi. Proprio dav...

Le barzellette di Giacomo Leopardi

Perché pensiamo a Giacomo Leopardi come a un personaggio deprimente, pessimista e malinconico? Giacomo era simpatico. Sì. E parecchio. Ha scritto anche delle barzellette. Le troviamo in una sezione inedita dello “Zibaldone”. Dagli appunti manoscritti si evince come sia stato proprio il poeta recanatese a delineare e a caratterizzare il personaggio di Pierino, reso poi celebre da Alvaro Vitali e dal filone della commedia sexy all’italiana. Di seguito vi proponiamo le tre più divertenti.

Oroscopo di fine gennaio

Rubrica di astrologia. Sottorubrica: oroscopo degli astrologi. Questo mese di aprile si apre all’insegna delle imprecisioni. In quanto astrologi, siete una categoria particolarmente in crisi perché Saturno è dominante, Marte è in opposizione con Plutone. Pertanto non fidatevi dei vostri oroscopi e decidete in autonomia. Non è il momento propizio per cambiare delle cose nella vostra vita. Forse vi contatterà vostra zia perché ha dei problemi con una pianta, ma voi potrete ignorarla perché sarete in Messico fino ai primi di giugno, nonostante l’oroscopo vi abbia suggerito di non cambiare vita. «In che senso in Messico?» «A San Pedro.» «Ma ho l’orchidea che perde le foglie! Diventano marroncine poi si staccano.» «Non ti posso aiutare, zia. Comunque è il marciume radicale, ci dai troppa acqua. Prova a guardare nel sottovaso se c’è del ristagno. Sicuro ci dai troppa acqua.» Lei va a controllare. Infatti ristagna. «Sì, infatti ristagna.» «È un classico.» «Allora grazie.» «Tu stai bene?» «No....

Lettera a una professoressa

Cara professoressa, ti ho amata fino a ieri. Ti ho amata fin dal primo collegio docenti, tenutosi in data quattro settembre dell’anno testé passato. Lo ricordo bene. Varcavo la soglia dell’aula magna alle ore diciassette e ventotto con la mia borsa a tracolla, ti ho vista, eri seduta in fondo fra le colleghe di lingue straniere. E ti ho amata. Perdutamente. Fin dai primissimi punti all’ordine del giorno. L’ho raccontato agli amici del paese, poiché mi avevano domandato: «Narraci dunque del tuo novello officio di professore in terra straniera. Vi son leggiadre e mirabili fanciulle fra codeste maestre emiliane?». [N.D.R. Non sono testuali parole, ci tengo a mantenere un minimo di decoro in questo blog.] «Orbene sì» ho risposto, «ve n’è alcuna avvenente, ma una donzella è graziosa e soave sopra tutte le altre.» [N.D.R. Queste sono testuali parole, io mi esprimo così anche nella vita reale.] E così, cara professoressa, ho cantato le tue lodi, ho raccontato dei tuoi capelli color dell’oro, ...

Il condominio

C’è un condominio di sette piani e al piano terra ci abita un portinaio di stirpe illustre e blasonata, famiglia di portinai che si tramandano il mestiere da quattro generazioni, pulitori di androni, segnalatori di guasti, distributori di pacchi e di posta e di bollette, intermediari, abili e diplomatici intercessori presso l’amministrazione, spazzatori di pianerottoli, compratori di carote e di cicoria e di spinaci per la signora del primo piano che ci fa il pastone proteico per i canarini, perché lei non ha avuto né figli né marito e un giorno si è rotta l’antenna della tivù e ha detto basta, cambio vita, e da allora si dedica alla cura dei canarini, ne ha diciannove, li tiene nelle gabbie di ferro zincato sul terrazzo, sono una razza specifica da canto, spagnola, dal timbro vivace e squillante, le tirano su il morale e creano al contempo una spiacevole situazione di costante dissidio con la famiglia del secondo piano, che ha tre bambini che non riescono a dormire di pomeriggio a cau...

Intervista a Crono

Per la rubrica “Interviste impossibili” oggi incontriamo Crono. Secondo il racconto della mitologia greca, Crono era uno dei Titani. Armato di una falce di pietra, evirò suo padre Urano e ne prese il posto come re del mondo. Per evitare di perdere il potere, Crono divorava i suoi figli appena nati, generati con Rea, che era sia sua moglie che sua sorella. Fra le altre cose, inghiottì una pietra avvolta in fasce, convinto che fosse suo figlio Zeus. «Buongiorno Crono, si accomodi.» «Buongiorno a lei.» «La posso chiamare Crono o preferisce Saturno, alla latina?» «Va benissimo Crono, grazie.» «Bene. Allora iniziamo. Per prima cosa, come va?» «Non mi lamento.» «Mi piacerebbe cominciare dalla sua infanzia.» «Ma certo.» «Lei ha evirato suo padre con una falce. Mi corregga se sbaglio.» «No. Infatti. Una falce affilata, dentellata, una roncola, come direste voi. Di pietra.» «Ok. E per questa cosa ha subito un processo?» «Cioè?» «Ci sono state conseguenze? È stato denunciato?» «No, no. Erano alt...